Il Pulcino Pio esisteva già in Brasile (VIDEO)

Si chiama il Pintinho Pio ed è il “papà” brasiliano del Pulcino Pio di Radio Globo: niente plagio, solo adattamento del testo, come dice la pagina ufficiale del tormentone italiano 2012.

In radio c’è un pulcino, ma c’era già! Il tormentone italiano dell’estate 2012, lanciato da Radio Globo e che ha scatenato parodie, balletti in spiaggia e nei villaggi, nonchè nelle feste private, esisteva già con il nome di Pintinho Piu, tormentone brasiliano cantata da un ragazzo di 11 anni. Alla scoperta del video e dell’uguaglianza di sonorità e di parti del testo tra le due canzoni, si è gridato al plagio, ma la risposta degli italiani che hanno rilanciato il pezzo è presente nel sito stesso della canzone tormentone 2012, che fa concorrenza alla mondiale Call me maybe.

“Adattamento testo” - Al minuto 2.48 del video ufficiale della canzone di Radio Globo appare la scritta “adattamento testo”, che fa intendere in maniera inequivocabile che il Pulcino Pio italiano sia solamente la versione tricolore di una canzone pre-esistente, venuta alla luce nelle ultime ore appunto. Confrontando i due contributi video,musicalmente parlando le differenze non balzano subito all’orecchio, ma proseguendo nella visione del video brasiliano notiamo la presenza di personaggi diversi, come ad esempio “il corpo” o “il viado” che sono presenti nella versione italiana. Quella di Radio Globo è la canzoncina per bambini per eccellenza, con gli animali della fattoria e il trattore, simbolo emblematico dell’uomo e delle sue invenzioni, che arriva e schiaccia il povero pulcino, amico di tutti i bambini.

Il Pulcino Pio italiano ha le sue peculiarità, appunto, nel suo lato bambinesco, mostrato dal video ufficiale dove piccole creature vestite da pulcino, gallina, gatto e chi più ne ha più ne metta, giocano con microfoni e strumentazione radiofonica. I balletti sulla canzone Pulcino Pio, poi, che siano ufficiali, ufficiosi o amatoriali, dimostrano quanto il tormentone dell’estate 2012 sia stato totalmente assorbito dagli italiani, anche se  è da riconoscere l’indiscutibile  paternità brasiliana.

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